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Tutti gli articoli.
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Non c’è pace senza giustizia. Lettera aperta al Movimento Nonviolento
Satyagraha, lo sappiamo, è forza della Verità. Ma il termine agraha (आग्रह) in sanscrito ha diverse sfumature: indica una forte adesione a qualcosa, la fermezza, la determinazione, ma anche l’ostinazione ottusa. La nonviolenza è esposta a questo rischio: essere la fanatica adesione a una costellazione di valori e di idee che si considerano come Verità, con la maiuscola, e che in quanto tali sono sottratti a qualsiasi discussione critica.
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La Spagna, la filosofia e le chiacchiere
La riforma spagnola ha punti di grande interesse, come l’eliminazione dei voti numerici e il ripensamento dei meccanismi di recupero, ai fini di combattere la dispersione scolastica. Ma anche di questo sarebbe impossibile parlare, senza essere travolti dal solito disperante muro di fallacie logiche, disinformazione, catastrofismo, proprio di gente che dalla filosofia, se l'ha studiata, ha imparato poco: e certo non la serietà dell'argomentazione.
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La prassi che manca
La storia è il campo della complessità, e usare il paradigma della resistenza gandhiana agli inglesi, considerandolo valido per ogni contesto e per ogni epoca, è una semplificazione.
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Chi vuole (davvero) la terza guerra mondiale
Che ne siano consapevoli o meno, quelli che invocano la complessità ricorrono allo stesso schema binario che condannano.
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L'angelo non necessario. Il fascismo di Putin
Su Alexandr Dugin. E il patriarca Kirill.
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Quale alternativa nonviolenta?
Il diritto alla resistenza del popolo ucraino e l'assenza di concrete alternative nonviolente.
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Cosa non è la nonviolenza
Una discussione con Marco Gallarino.
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Predicare la nonviolenza a chi sta sotto le bombe
Ogni popolo ha diritto di resistere anche con la violenza a chi l'opprime, e nessuno ha il diritto di fargli la morale.
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La pedagogia dell'evitamento
Molti anni fa entrai in una sala molto affollata per seguire una conferenza sull’educazione. Una volta — stava dicendo il conferenziere — un bambino a scuola poteva essere definito turbolento; oggi lo stesso bambino sarebbe definito iperattivo....
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Scuola e lavoro: per un dialogo
Un confronto con Christian Raimo.
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Le menzogne di Houellebecq
A proposito di "Annientare".
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Blasfemia e discorso pubblico
La disonestà intellettuale di chi pretende di partecipare al discorso pubblico considerandosi al tempo stesso inattaccabile da esso.
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L’abbacinante luce degli inizi. Nota su "Solenoide" di Cărtărescu
Un uomo sui cinquantacinque anni, con gli occhiali spessi, il volto serio, il capo sollevato a guardare qualcosa che è in alto. Davanti a lui un bambino sui dieci anni, che guarda dritto nell’obiettivo della fotocamera. L’uomo regge un cartello su cui è scritto: “Unità con tutti per sempre”.
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In memoria di Thay
Non sorprende il successo di Thay in Occidente. Il suo buddhismo impegnato, che ha meriti politici e sociali immensi, ha percorso lo stesso tragitto del cristianesimo, che da austero s'è fatto gioioso; e il rischio di banalizzazione è lo stesso, appunto, cui si espone il Cristo amico di tutti che le chiese vendono nei grandi magazzini religiosi.
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La scuola difficile
Raccolgo in questo libro gli articoli sulla scuola che ho scritto nell’arco degli ultimi sei anni, prevalentemente su "Gli Stati Generali", nella speranza che il ragionamento sulla scuola che essi tentano, ricondotto ad una qualche unità in una raccolta, possa contribuire, sia pure in misura minima, alla riflessione sulla scuola che abbiamo e su quella che vorremmo o dovremmo creare.