Starsene chiusi in una torre, affacciandosi di tanto in tanto per osservare il fiume che scorre, e la natura intorno. Nulla ci sembra più folle. Abbiamo bisogno di grandi spazi per pascolare la nostra inquietudine, e ci illudiamo che da qualche parte sia conservata una verità, una saggezza, una soluzione che aspetta solo di essere colta. Lo sguardo si posa ovunque, osserva curioso, vorace, insaziabile. I nostri sensi sono costantemente all’erta, tesi al prossimo stimolo. Ma il mondo ci scivola addosso. Abbiamo perso da gran tempo l’arte dell’intensità. Occupare un solo luogo, guardare una sola cosa -questo non sappiamo farlo. Eppure basterebbe una sola foglia: interrogare, contemplare, incalzare una sola foglia. Quella foglia ci mostrerebbe la via.
Commenti
Clio — 2003-07-18
:)
anonimo — 2003-07-18
Complimenti, sei la prima visitatrice di questo blog.
pulsatilla — 2003-07-21
Avevo diciassette anni e un fidanzatino più piccolo. Passammo un’intera notte chiusi nel sacco a pelo pensando a una foglia. A quanta vita c’era in una foglia. E piangevamo a calde lacrime. Ma non piangevamo per la foglia, piangevamo per chi passa la vita calpestando foglie, piangevamo per la cattiveria, la cecità e il freddo che assalivano dal di fuori il nostro sacco a pelo.