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Odnikud

Tom Paine

Age of Reason di Tom Paine è un libro ineguale, poco interessante nella parte propositiva, ma con spunti spesso notevoli nella parte critica. Questo, ad esempio:

I Mitologisti Cristiani ci dicono che Cristo morì per i peccati del mondo, e che venne “al fine di morire”. Non sarebbe stato lo stesso se fosse morto di febbre o di vaiolo, o di vecchiaia o di qualcos’altro?
La condanna che, secondo loro, avrebbe colpito Adamo nel caso in cui avesse mangiato la mela non era “tu sarai certamente crocifisso”, ma “tu certamente morirai” -condanna a morte, e non ad un tipo di morte. La crocifissione, dunque, e qualsiasi altro tipo di morte, non fanno parte della condanna che Adamo doveva subire, e conseguentemente, anche seguendo il loro espediente, potrebbe non far parte delle condanna che Cristo subì al posto di Adamo. Una febbre sarebbe andata bene quanto la croce, se ci fosse stata l’opportunità di entrambe.
Questa condanna a morte, che secondo loro colpì Adamo,  potrebbe indicare la morte naturale, cioè la fine della vita, oppure indicare ciò che questi Mitologisti chiamano dannazione; e conseguentemente, l’atto di morire da parte di Gesù Cristo deve, secondo il loro sistema, riferirsi quale rimedio all’uno o all’altra di queste cose riguardanti Adamo e noi.
Che essa non sia un rimedio alla nostra morte è evidente, poiché tutti noi moriamo; e se le loro notizie sulla longevità sono vere, dopo la crocefissione gli uomini vivono meno che prima; e riguardo alla seconda spiegazione (inclusa la morte naturale di Gesù Cristo come sostituzione della morte o dannazione eterna di tutto il genere umano),  è un modo impertinente di rappresentare il Creatore che recede e revoca la sentenza per un gioco di parole o un cavillo sulla parola morte.
Quell’ inventore di giochi di parole che fu San Paolo, se scrisse lui i libri che  portano il suo nome, ha favorito questo gioco di parole creandone un altro con la parole Adamo. Egli crea due Adami; uno che pecca di fatto, ed espia per procura, l’altro che pecca per procura, ed espia di fatto. Una religione cosi infiorata di giochi di parole, sotterfugi, e cavilli ha la tendenza ad istruire i suoi adepti nella pratica di queste arti. Ne acquistano l’abitudine senza conoscerne le cause.
Se Gesù Cristo era come ci dicono questi Mitologisti, e venne in questo mondo per espiare, che è una parola che qualche volta usano invece di morire, vivere era la sola reale espiazione che avrebbe potuto sopportare. La sua esistenza era uno stato di esilio, una deportazione dal cielo, e la morte  il ritorno al suo luogo d’origine. Infine, tutto in questo strano sistema è il contrario di ciò che pretende di essere. E’ il contrario della verità, ed io mi sono talmente stancato di esaminare queste incoerenze ed assurdità, che mi affretto alla conclusione, per procedere oltre.


Antonio Vigilante

Antonio Vigilante

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