Perché, allora, la croce?
In principio era il Logos. Attraverso il Logos è stato creato tutto ciò che è: quel vasto oceano di realtà di cui nemmeno avvertiamo i confini (ma la Genesi non parla del Logos, e sembra una dimenticanza grave).
Il Logos si fa uomo. Questa è una cosa incredibile, straordinaria. Dio si fa uomo, prende su di sé la nostra miseria. Non è questo un sacrificio sufficiente? Che il Logos, l’origine di questo universo di cento miliardi di galassie, abbia deposto la propria inimmaginabile magnificenza per farsi uomo tra gli uomini –non è un sacrificio grandioso, un atto d’amore in grado di rimediare al peccato di Adam? La kenosis non è un sacrificio sufficiente?
Venne la Luce, dice Giovanni: «e le tenebre non la compresero» (1,5). Cos’è, questa incomprensione? Era nel piano di Dio, o no?
«Non sai che ho il potere di liberarti e ho il potere di crocifiggerti?», dice Pilato (Gv, 19,9) Pilato è libero di fare e non fare. Ma lo è davvero? Se può realmente decidere di non far crocifiggere Gesù, allora vuol dire che il piano salvifico di Dio per l’uomo avrebbe anche potuto non attuarsi. Cristo è morto perché Pilato ha liberamente deciso di «condurre fuori» Gesù. Se non l’avesse fatto, non avremmo oggi il cristianesimo.
Se non può realmente decidere di non far crocifiggere Gesù, facendo fallire il piano divino, Pilato è un uomo non libero, una marionetta nelle mani di Dio: come lasciano intendere, forse, le parole di Gesù: «Tu non avresti alcun potere su di me se non ti fosse dato dall’alto» (Gv, 19,11).
Ma in questo caso si avrebbe l’assurdo di un Dio che, per rimediare al peccato di Adam - che ha lasciato accadere per non sacrificarne la libertà- manda il proprio figlio affinché venga crocifisso dagli uomini, e perché ciò accada deve sacrificare la libertà di Pilato e di quanti hanno contribuito alla sentenza di morte.
Nel primo caso la morte di Cristo sulla croce è un evento affidato alla libertà dell’uomo: e posso pensare che sia un secondo errore dovuto alla libertà, qualcosa che non doveva accadere, ma è accaduto. Un peccato terribilmente più grave di quello di Adam. Nel secondo caso, c’è l’assurdo di un Dio che per rimediare alla caduta dovuta alla libertà umana viola la libertà umana.
Tutto sarebbe più chiaro ed accettabile, se non avessimo avuto che l’Incarnazione.
Commenti
serendip — 2003-07-23
la logica divina contrasta con la ntura umana. come misurare il mare con un goniometro.
anonimo — 2003-07-23
Na adevo devam arcayet, dicono gli indiani. Che del Divino se ne intendono.