Torno a casa mia per vedere come stanno le piante e scambiarci due chiacchiere e prendere qualche libro. Appena entrato nello studio, noto che c’è qualcosa che non va. Qualcosa non è dove dovrebbe essere. Il Trattato dei tre impostori non è dove l’ho lasciato. Io sono smemoratissimo, ma ricordo sempre dove si trova quel libro. Le cose sono due: o il padrone di casa è entrato mentre non c’ero, e si è letto il Trattato dei tre impostori, o a casa mia c’è un fantasma. Conoscendo il mio padrone di casa, direi che è molto più probabile la seconda ipotesi.
Ollà, gente: ho un fantasma. Ecco cos’erano quei rumori di notte nel giardino. Altro che gatto. E non è un fantasma comune. E’ un fantasma che legge il Trattato dei tre impostori, un fantasma razionalista ed ateo: un fantasma che non crede nell’esistenza dei fantasmi. Diventeremo ottimi amici. Nemmeno io credo molto nella mia esistenza.
Il trattato dei tre impostori
Antonio Vigilante
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