Giusto quattro anni fa sono entrato in una libreria del centro storico di Perugia alla ricerca dell’ultimo libro che mi mancava d’un filosofo-poeta che stavo studiando. Un libro che parla della festa, dell’essere intimamente legati a tutti, della liberazione. E di Orfeo. Il libro c’era, ma erano indecisi se vendermelo. Spiegai che mi serviva, che era assolutamente fondamentale per me avere quel libro. Li convinsi. Appena uscito presi a leggerlo avidamente. C’erano tutte le parole che cercavo, ed anche qualcosa di più. Un verso aggiunto a penna: *Ogni uomo ha una fanciullezza di cimiteri.
*
Commenti
anonimo — 2003-08-14
E’ impagabile la sensazione che dà comprare libri, ancor più quella di scoprire cose ancora più vive. A me è successa una cosa buffa. Ho comprato Il Diavolo a Pontelungo, sulle bancarelle, credo mi avessero chiesto 1000 lire, sul treno verso casa l’ho aperto e c’era la firma dell’autore, scritto con una di quelle matite rosso-blu, dalla parte blu, bello calcato.