Va bene, va bene: ha ragione anche lui. “Tanti scrittori, mini-minimalisti, filosofici, satirici, maledetti, intimisti, con un solo tratto comune: il punto esclamativo facile, i puntini sospensivi appena si può. Tutto lo stupore indicibile, tutta la rabbia inconfessabile concentrati in tre puntini di sospensione o in un punto esclamativo, massimo segno di espressività post-novecentesca. L’estetica blog? Carramba, che originalità ! E che potenza…”. E che gli possiamo dire? Che magari se prende, diciamo, una decina di libri di poetesse sospirose, di punti esclamativi e sospensivi (sospensivi, soprattutto) ne trova molti più che in tutti i blog esistenti? Che di scrittori mini-minimalisti le librerie sono piene, e che magari chi scrive su un blog ha il merito di non consumare carta? Che uno scrivendo scrivendo può affinarsi, imparare a dosare i punti esclamativi e sospensivi, crescere? Che comunicare è sempre un atto che merita rispetto, anche quando si tratta dell’adolescente confuso che disegna la svastica su un muro? No, non glielo diciamo. Qualcosa mi dice che non capirebbe.
Commenti
poltarek — 2003-08-24
…ed allora, facciamoli pure questi puntini …adagiamoli al video come parte integrante del tutto mentre socrate, con calma, china il capo e , curioso, sospira scrutando le sue mille sospensioni…
fa bei sogni
jonas