Per un certo periodo della mia vita - sui dodici anni, credo - ho passato le mie giornate (quello che restava delle mie giornate dopo la tortura scolastica) ad esplorare una vecchia enciclopedia. Vecchia non per modo di dire: era una enciclopedia Curcio, edizione 1954. Piccola, essenziale. Con una imbarazzante approssimazione nelle voci “esotiche” (anche ostentata, per di più), qualche tendenza destrorsa e una percezione singolare (anche utile, in fondo) della vita culturale contemporanea (Ungaretti? Montale? No: Villaroel). Cercavo le voci riguardanti i poeti, poi prendevo i volumi alla biblioteca provinciale e ricopiavo le poesie su dei quadernoni che poi rilegavo, creando della antologie personali.
Ho ripreso il gioco con il primo volume della Enciclopedia di Repubblica. Vediamo. Delmira Agustini. Poetessa uruguaiana, morta nel ‘14 (uccisa dal marito, che poi si uccise). Influenzata da Baudelaire e Ruben Darìo. Mai sentita. Dev’essere importante, se le dedicano più spazio di Isaleb Allende e quasi lo stesso spazio dell’altro Allende, Salvador. Sophia de Mello Breyner Andresen, portoghese, vivente. Scrive versi che si distinguono per “purezza e trasparenza”, dice. Mai sentita. Più importante di Ivo Andric, a giudicare dalla lunghezza delle rispettive voci. Arthur Adamov, commediografo francese morto nel ‘70. La produzione iniziale è vicina al teatro dell’assurdo di Ionesco; poi si è “convertito” al comunismo. Mai sentito. Henry Brooks Adams. Scrittore americano morto nel 1918, autore di Education of Henry A., in cui contrappone l’universalismo medioevale rappresentato dalla Vergine alla civiltà industriale rappresentata dalla dinamo. Non mi è nuovo: ne parla Rosen in Il Talmud e Internet, libro singolare e di piacevole lettura. Ignoravo l’esistenza di una edizione italiana del libro: L’educazione di Henry A., Milano 1964, dice l’Enciclopedia. Niente editore. Non sopporto questo modo di citare i libri omettendo l’editore. Conoscere l’editore mi aiuta a rintracciare il libro, mi dà qualche informazione sul progetto culturale che c’è dietro la pubblicazione del libro, ed è un riconoscimento dovuto a chi ha avuto il merito di credere in un libro o di investire dei soldi per far conoscere un autore sconosciuto.
La mia esplorazione finisce qui. A dodici anni una enciclopedia era piena di scoperte esaltanti. Ora scopro solo la vastità della mia ignoranza. Senza nessuna voglia di colmarla.
Commenti
anonimo — 2003-09-03
questo post è bellissimo. Si legge, tra le righe, tutta la curiosità e l’amore che hai per i libri e la carta stampata, in generale. Forse, azzardo, anche a prescindere dal contenuto? :-) m.
anonimo (http://lu) — 2004-05-05
già *