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Odnikud

Contraddizioni

Ho finito di scrivere il libro. Duecentocinquanta pagine. Ora aspetto che il professore universitario mi scriva la presentazione. Poi andrà in stampa. Perché? Perché in stampa? Perché non pubblicato in questo blog? Perché non distribuito in fotocopie? Perché il libro è una mia proprietà intellettuale. Perché se lo pubblicassi sul blog ognuno potrebbe appropriarsene e pubblicarlo poi a suo nome. Perché un libro pubblicato su un blog (o distribuito in fotocopie) non è un titolo valido per i concorsi universitari. Perché io aspiro ad una cattedra universitaria. Per questo pubblico il libro.
Non per il piacere di scoprire nuove cose e di comunicarle. E dirai: ma tu hai speso tempo, denaro ed energie per scrivere per libro; è giusto che te ne venga qualche vantaggio. No, non è giusto. Perché ho già guadagnato più di quel che ho speso. Ho imparato. Sono anche migliorato un po’, scrivendolo. Il fatto che io voglia pubblicare quel libro sta a significare che sono vittima (e portatore) di quella stessa concezione mercantile della cultura che tanto dico di detestare.


Commenti

Fainberg — 2003-09-07

Vedila così: perché quel libro dovrebbe insegnare qualcosa solo a te? Guadagnare accrescendo la cultura e la sensibilità degli altri mi sembra un bel modo di far soldi.
Non ti chiedo di che cosa tratta il libro, ché non vorrei sentirmi ripetere che sono affari tuoi…

anonimo (Hurtaly) — 2003-09-07

Parla di nonviolenza. Del pensiero nonviolento, per la precisione. Sono felice che tu sia ancora qui a commentare i miei post tra il depresso e il delirante: e mi scuso per la mia rudezza. Quanto al resto, il problema è: voglio realmente accrescere la cultura e la sensibilità degli altri? (E chi sono io, poi, per avere questa pretesa?). Se lo volessi fino in fondo, scriverei libri, o cercherei altre forme di comunicazione?

Fainberg — 2003-09-07

Chiaro che mentre scrivi il tuo pensiero primario non può essere quello di fare del bene all’umanità tutta… Io credo, più semplicemente, che se ti piace scrivere e se lo sai fare bene, farlo sia soprattutto un dovere che hai verso te stesso. Una sorta di diritto/dovere, diciamo. I risultati si vedranno poi in termini di pecunia e di pubblico: se la cosa sarà gratificante almeno su un fronte proseguirai, altrimenti no.
Forse è tutto molto più semplice di come ti appare adesso. Nel dubbio, tu però continua a scrivere.

Votarxy — 2003-09-08

anni fa lessi che un tipo aveva proposto, come metodo per imparare l’inglese, di fargli leggere la prima metà del finnegan’s wake in italiano.
puoi provare a fare la stessa cosa e pubblicare sul blog un centinaio di pagine.


Antonio Vigilante

Antonio Vigilante

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