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Odnikud

Liberate un libro

“Liberate un libro”, dice il volantino. E m’invita a fare un attentato poetico, lasciando un libro che considero particolarmente significativo su una panchina o alla fermata dell’autobus. Bella idea, in astratto: ma c’è qualche problema. C’è che io sono terribilmente legato ai miei libri, in particolare a quelli particolarmente significativi. C’è che non ho due copie dei libri per me particolarmente significativi, per cui, prima di separarmi dalla mia copia personale, dovrei comprarne un’altra - e quindi bisognava avvisarmi con qualche giorno di anticipo (qualche settimana, magari, visto che qui, in culo al mondo, i libri non si trovano facilmente). Ma c’è, soprattutto, la paura di vedere il mio libro significativo - il mio Rabelais, il mio Montaigne in due volumi o il mio piccolo Michelstaedter- fatto a pezzi e buttato in una pozzanghera (cosa altamente probabile, visto che vivo in culo al mondo). Mi si spezzerebbe il cuore.


Commenti

Fainberg — 2003-09-11

Sono d’accordo. Manco morta mi separerei da un libro che amo, o quanto meno vorrei essere certa che finisca nelle mani giuste. Se proprio volessi fare del bene in questo senso, preferirei fare una donazione ad una piccola biblioteca di paese.


Antonio Vigilante

Antonio Vigilante

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