Tag: cristianesimo
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Questa parvenza di religione
Oggi, nel 1945, i nazisti impiccavano Dietrich Bonhoeffer. Che ha insegnato ai cristiani come avere fede in modo adulto - come evitare di fare di Dio un Tappabuchi. Sui social viene impiccato mille volte al giorno, il povero Bonhoeffer. La fede cristiana ha imboccato, con i social, la direzione diametralmente opposta. È diventata infantile. "Se metti amen in giornata riceverai una buona notizia". "Gesù sta piangendo, lasciagli una rosa". Cose così. E centinaia di amen, centinaia di rose. Centinaia di bestemmie. "Questa parvenza di vita ha reso antiquato il suicidio", cantava Battiato su testo di Sgalambro. Viene da parafrasare: questa parvenza di religione ha reso antiquato l'ateismo.
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La nostalgia dei valori assoluti (che non sono mai stati assoluti)
Meglio conosciuto per "Le cronache di Narnia", uno dei maggiori successi letterari del Novecento, C.S. Lewis è stato negli anni Quaranta anche un apologeta di primo piano del cristianesimo nel mondo anglosassone, il difensore dei valori della fede contro il progredire della civiltà moderna. Una carriera pubblica che ebbe una battuta di arresto nel 1948, quando si trovò a dibattere al Socratic Club di Oxford con la filosofa Elizabeth Anscombe, allieva di Ludwig Wittgenstein, e le prese di santa ragione. Non smise di occuparsi di cristianesimo, ma con toni meno battaglieri; dopo la morte per cancro della moglie, la scrittrice Joy Davidman, scrisse "A Grief Observed" ("Diario di un dolore"), un libro pieno di dubbi in cui si affaccia perfino l'idea di un Dio malvagio.
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Cristianesimo: che farsene ormai?
A margine di un libro di François Jullien.
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Quant'è falso (e pericoloso) Dio
Superati i settant'anni Sergio Givone, che conosciamo come uno dei massimi filosofi italiani, s'accorge d'aver sbagliato mestiere e ci consegna un'enciclica: "Quant'è vero Dio. Perché non possiamo fare a meno della religione" (Solferino, Milano 2018). Il titolo è azzeccato, e davvero rincresce che non sia venuto in mente a qualcuno degli ultimi papi, ai quali non si può rimproverare, tuttavia, di non aver pensato quello che si trova oltre il frontespizio.
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Cent'anni di Arturo Paoli
Il Dio che è nei poveri.