Maria è veramente libera. Libera perché sa obbedire. Maria è la donna veramente più libera del mondo, dovremmo dirlo a qualche femminista. Maria è la donna più libera del mondo perché ha saputo obbedire.
Fanno discutere le parole del nunzio apostolico Giuseppe Laterza, pronunciate durante un’omelia nella cattedrale di Conversano.
Il messaggio è che la donna è libera in quanto obbedisce. La valenza misogina di questa affermazione però può essere attenuata: per la Chiesa chiunque è chiamato ad obbedire. Alla Chiesa stessa, naturalmente. Il Catechismo è chiarissimo (par. 1269):
Divenuto membro della Chiesa, il battezzato non appartiene più a se stesso, ma a colui che è morto e risuscitato per noi. Perciò è chiamato a sottomettersi agli altri, a servirli nella comunione della Chiesa, ad essere “obbediente” e “sottomesso” ai capi della Chiesa, e a trattarli “con rispetto e carità”.
La Chiesa vuole persone obbedienti e sottomesse. Lo sappiamo, ne prendiamo atto: e la combattiamo. Perché vogliamo persone con la schiena dritta, sottomesse solo alla propria coscienza.
Ma intanto è interessante approfondire la faccenda di Maria. Ha prestato, per usare termini anacronistici, il suo consenso, al momento dell’annunciazione?
Qui emerge una delle tante incongruenze della Parola di Dio. L’annunciazione è uno dei momenti fondamentali della storia della salvezza, un tassello centrale nel piano di Dio, eppure due evangelisti su quattro si dimenticano di raccontarla. E non evangelisti qualunque. Gli storici sono concorsi nel ritenere che il Vangelo di Marco sia quello più antico, mentre quello di Giovanni è il più denso dal punto di vista teologico (e filosofico). Ora, sia nel Vangelo di Marco che in quello di Giovanni l’annunciazione non c’è. Nemmeno una parola.
Il Vangelo che narra con una certa ampiezza la scena è quello di Luca. L’angelo Gabriele annuncia a Maria che:
Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine. (Luca, 1, 31-33; trad. CEI)
E Maria risponde: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto” (Luca, 1, 38)
La Maria obbediente, e perciò libera. Che ha fornito il suo consenso, per dirla con le parole di oggi. Ma c’è qualcosa che non torna. L’angelo ha anticipato a Maria il futuro del figlio, ed è in base a questa anticipazione che la donna ha dato il suo consenso. Ma quello che l’angelo le ha detto corrisponde ben poco alla vita effettiva di Gesù. In termini simbolici, si può dire che Gesù è re e regna in eterno. Di fatto, è stato perseguitato ed è morto su una croce. Per ottenere un consenso realmente libero, l’angelo avrebbe dovuto dire questo a Maria, che nulla poteva sapere del futuro reale del figlio. Con le sue parole ambigue, prospettando una grandezza tutta terrena, l’ha semplicemente ingannata. (E a margine: l’angelo non dice affatto che partorità il Figlio di Dio, ma che sarà chiamato Figlio dell’Altissimo: καὶ υἱὸς ὑψίστου κληθήσεται).
L’altro evangelista che parla della nascita miracolosa di Gesù è Matteo. E la sua versione esclude qualsiasi consenso. L’angelo non annuncia niente a Maria; semplicemente lo Spirito Santo la mette incinta:
Ecco come è nato Gesù Cristo. Maria, sua madre, era fidanzata con Giuseppe; essi non vivevano ancora assieme, ma lo Spirito Santo agì in Maria ed ella si trovò incinta. (Matteo, 1. 18; Τοῦ δὲ Ἰησοῦ Χριστοῦ ἡ γένεσις οὕτως ἦν. μνηστευθείσης τῆς μητρὸς αὐτοῦ Μαρίας τῷ Ἰωσήφ, πρὶν ἢ συνελθεῖν αὐτοὺς εὑρέθη ἐν γαστρὶ ἔχουσα ἐκ πνεύματος ἁγίου.)
Per quanto i credenti siano esperti nelle acrobazie ermeneutiche, qui è davvero difficile giustificare una qualsiasi consapevolezza da parte di Maria. Che si trovò incinta, come se fosse estranea a tutta la faccenda.