Senza cattedra | odnikud
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Senza cattedra

E’ uscito il mio ultimo libro: Senza cattedra. La scuola possibile (Loescher). E’ un libro cui ho cominciato a pensare al tempo del ritorno a scuola dopo la Didattica a distanza. Mi era chiaro che quella sospensione, così difficile per tutti, andava messa a frutto per ripensare, finalmente, una istituzione che ha bisogno di un cambiamento radicale. Sono arrivati, invece, i fondi del PNRR: molti nuovi strumenti costosi e fragili che invecchieranno rapidamente, in qualche caso senza essere mai stati usati. E tutto resterà come prima.

Cosa non dovrebbe restare come prima? Le relazioni. Provo a dire, nel libro, che bisogna trasformare i rapporti. La scuola diventa significativa - luogo di conoscenza e di crescita - se significative sono le relazioni. E relazioni fondate sull’asimmetria, sul dominio, sul controllo non sono significative né educative. Propongo una scuola analogica, in cui si facciano cose inaudite come: interrogarsi insieme sul senso della scuola stessa; chiedersi insieme cosa davvero si vuole studiare, e perché; capire, insieme, quale è il modo migliore di studiare e di valutare; confrontare costantemente le proprie visioni del mondo e alla luce di esse interpretare i contenuti culturali; praticare insieme l’intelligenza come sguardo approfondito su ogni cosa. In sostanza: comunicare davvero e non essere superficiali. Chiamo sinagogia questa prospettiva, perché un contesto sociale in cui si comunica davvero e in cui si va a fondo nelle cose è educativo per tutti: studenti e docenti.


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