Tag: scuola
Tutti gli articoli con il tag "scuola".
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La concezione sacerdotale dell'insegnamento
"Dove andremo a finire di questo passo? A occhio e croce saranno circa cinquemila anni che esistono le scuole. A occhio e croce l'impostazione di base non è mai cambiata: una cattedra, dei banchi (in piano, ad anfiteatro), una lavagna. Dai Babilonesi ad oggi", scrive un docente indignato per il mio libro sulla scuola. Ragioniamo di questa visione della scuola.
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Questa scuola voltiamola a ludoteca
Leggo le prime reazioni a Senza cattedra. Molti like, molti cuoricini: e molte reazioni sdegnate - qualcuna anche offensiva. Era nel conto. Ne scriverò con calma. Intanto un appunto su una cosa non secondaria.
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Scuola e hustle culture
C'è qualcosa che sfugge nel dibattito sulla scuola - che a tratti assume i toni di una rissa tra maschi alfa - quando si accusa di neoliberismo qualunque didattica innovativa. Il neoliberismo ha un tratto caratteristico abbastanza preciso: chiede di dare il massimo anche in assenza di una motivazione intrinseca, solo per ottenere successo. È la logica dell'hustle, del performare indipendentemente dal senso di ciò che si fa. Ed è una logica che appartiene pienamente alla scuola tradizionale.
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Un dialogo
Su Dialoghi Mediterranei dialogo con Ivana Margarese sui temi di Senza cattedra. La scuola possibile.
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Sulla pelle dei più fragili
Negare l’educazione sessuo-affettiva in nome del “primato educativo della famiglia” rende tutti più soli. E a pagarne le conseguenze sono le stesse famiglie.
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Una critica della critica della scuola neoliberale
A proposito di "Contro la scuola neoliberale. Tecniche di resistenza per docenti" (a cura di Mimmo Cangiano, nottetempo, Milano 2026).
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Senza cattedra
E' uscito "Senza cattedra. La scuola possibile" (Loescher), il mio ultimo libro.
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La verità scomoda sulla valutazione
Ho sottoposto a diverse IA un passo della traduzione del "De Rerum Natura" di Milo De Angelis. La valutazione e ri-valutazione di Claude dice molto sui pregiudizi che sono dietro ogni nostra valutazione, e da cui a quanto pare nemmeno le IA sono esenti.
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L'inclusione comportamentale a scuola
Un vocale a margine di un mio articolo su "La ricerca" a proposito dell'errore comportamentale e della sua correzione a scuola.
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Il neo-autoritarismo pedagogico, ieri e oggi
Qualche giorno fa Ermes ha disseppellito nel mio studio un vecchio cd-rom blu. C'è dentro un bel po' di roba di vent'anni fa: appunti, foto, libri, discussioni. Un piccolo baule dal passato. Tra le cose riaffiorate, c'è questa recensione di un libro che ho dimenticato del tutto sia di aver letto che di aver recensito. Non ho la minima idea di dove sia uscita la recensione. Ma mi sembra interessante per individuare le prime radici di quella connivenza tra pessima pedagogia e pessima politica i cui frutti stiamo soffrendo oggi.
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Davvero non sappiamo più educare?
Bisogna dunque, temo, rovesciare l'analisi. Il problema, sì, è che educhiamo poco. Confondiamo l'educazione con le regole e quindi veniamo meno alle nostre responsabilità educative - come se bastasse fare un po' il caporale per essere dei genitori o degli insegnanti. Dovremmo chiederci ogni giorno come aumentare il potere dei nostri figli e dei nostri studenti, ma non c'è nulla che ci spaventi di più.
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Risposta a Raffaele Ascheri
Sul suo blog Raffaele Ascheri ha replicato al mio articolo a proposito dell'occupazione del "Piccolomini". Tre quarti di quello che scrive sono un tentativo di mettermi in ridicolo. Piuttosto goffo, a dire il vero: dopo avermi etichettato come "un mix di Gandhi e Platone" - ho scritto due libri di critica di Gandhi e detesto Platone - accusa me di etichettare lui perché non so che, bontà sua, è "decisamente critico verso il Governo Netanyahu". E non manca di fare ironia sul mio cognome: una cosa di cui credevo - speravo - di essermi liberato con la fine della scuola elementare.
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Una lezione dagli studenti
Gli studenti del Liceo “Piccolomini” di Siena hanno occupato per qualche giorno la scuola, motivando la decisione con un comunicato lungo e articolato, nel quale parlano di Gaza, ma anche dell’Ucraina e del Sudan, oltre che del crescente clima di repressione nel nostro Paese. Per discutere di Gaza gli studenti hanno invitato a parlare Tomaso Montanari, di cui sono ben note le posizioni sul genocidio, e il meno noto Raffaele Ascheri, polemista e presidente della Biblioteca comunale degli Intronati, le cui posizioni pro Israele ho avuto modo di conoscere in occasione di un altro intervento al “Piccolomini”, durante un’Assemblea di Istituto.
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Una rete di confronto sulla scuola a Siena
La scuola dovrebbe essere un luogo che lavora per la giustizia sociale e la crescita di tutti/e, non un filtro selettivo che riproduce disuguaglianze. Per questo sentiamo l’urgenza di riflettere pubblicamente sulla scuola che vogliamo, sui valori che devono orientarla, sui legami tra scuola e città; che è anche un modo per ragionare sulla cittadinanza..
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La scuola e la visione aziendale della vita
A proposito degli studenti che si sono rifiutati di sostenere l'orale agli Esami di Stato.