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Un dialogo

Sul numero 75 di “Dialoghi Mediterranei” è possibile leggere un lungo dialogo con Ivana Margarese (che ringrazio di cuore, e con la quale è sempre un piacere confrontarmi) intorno a Senza cattedra. La scuola possibile.

Abbiamo bisogno di ripensare la relazione educativa. La riconduciamo inevitabilmente a una relazione tra un Maggiore e un minore, per usare i termini di Pat Patfoort. Nella migliore delle ipotesi il Maggiore si curva benevolmente sul minore, se ne prende cura, lo guida. E ne diventa il modello. Il problema dei genitori, si dice, è che pretendono di essere amici dei figli, e così gli insegnanti; nessuno vuole più assumersi le responsabilità di esercitare l’autorità. Ma forse abbiamo una idea imprecisa e superficiale dell’amicizia. La societas che si crea tra amici, affermava Seneca, “mescola noi uomini con gli altri uomini e stabilisce l’esistenza di un diritto comune al genere umano” (Ad Lucilium, 48, 3). L’educazione appartiene alla sfera dell’amicizia in questo senso più autentico: il legame profondo che si stabilisce tra persone che si impegnano insieme per realizzare la propria umanità. La condizione perché si stabilisca questo rapporto è il riconoscimento della reciprocità. Nessuno ha raggiunto un limite oltre il quale non può approfondire la propria umanità (lo stesso Seneca in età avanzata ha ancora molto da cercare); e chiunque, una volta che si stabilisca un rapporto autentico, può contribuire alla crescita comune.

Tutto il testo è qui.


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