Tag: Dio

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  • Il concetto di Dio dopo Gaza

    Il genocidio di Gaza è per noi uno choc terribile. Ci mostra l'entità, la profondità, il carattere terribile della nostra illusione. Ci mostra che è sempre possibile che molte persone vengano eliminate, che migliaia di bambini vengano ridotti ad ammassi di carne senza più alcun connotato umano, e che tutto questo sia accettabile, possa accadere sotto gli occhi di tutti senza una vera rivolta morale. Ieri si chiedeva: dov'era Dio ad Auschwitz? Oggi ci chiediamo: dov'è Dio, a Gaza? E la risposta è: alle spalle del carnefice. Il genocidio dei palestinesi è il risultato del fondamentalismo religioso ebraico. È stato compiuto in nome di Dio. E non di un Dio inventato dai fanatici: lo stesso Dio della Bibbia. Lo stesso Dio che in passato è stato dietro altri carnefici: jene Kraft, die stets das Gute will und stets das Böse schafft.

  • Microteoria

    Dio in Occidente è stato...

  • La dimostrazione dell'esistenza di Dio

    Guarda questa pietra. Ad essere precisi, dovrei dire pietruzza. Sassolino, a voler essere buoni. Certo non sasso: sasso è eccessivo. Eppure il biglietto che l'accompagna la chiama senz'altro sasso. Ed a ragione. Perché questa pietruzza o sassolino non è una pietruzza qualsiasi. Leggi bene. E' un "Sasso della grotta ove si rifugiò in Egitto la Sacra Famiglia". Vogliamo negargli lo status di sasso? Giammai: tanto più che questo mirabile reperto, che si trova oggi in una teca a palazzo Pfanner, a Lucca, dimostra l'esistenza di Dio.

  • Allahu Akbar

    Dio non è grande, Dio è piccolo. Dio è nelle cose piccole, e credere in Dio significa prendersi cura delle cose piccole.

  • Dio che non è

    Se gli uomini conoscessero Dio, ne avrebbero orrore. Lo maledirebbero, cercherebbero di nascondersi dal suo sguardo, custodirebbero le parole per impedire la loro caduta nello spazio in cui Dio accade. Perché Dio è la morte, la negazione, la mancanza, l’assenza. Dio è un segnale di oltrepassamento: ovunque tu sia, non sei in Dio; e Dio è il non-essere che ti dice che ovunque tu sia, non sei. Non c’è ateismo che nello stare; ovunque uno sia in pace con sé stesso, Dio non è. Quando la guerra comincia, il Dio che non è nientifica e libera, l’abisso si spalanca, la parola si spacca, nome e forma cedono all’ignoto. Non c’è più un qui, un quando; non c’è ateismo né fede. Solo Dio, che non è.