Tag: scuola
Tutti gli articoli con il tag "scuola".
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I nuovi poteri dei presidi, la nuova impotenza dei docenti
Abbiamo una nuova classe di docenti la cui sorte dipende interamente dai presidi. Sono assunti direttamente dal preside e il preside stesso può mandarli via se non piacciono più. Che ne sarà della loro libertà, della loro indipendenza, del loro spirito critico? Le cronache scolastiche degli ultimi tempi ci hanno consegnato l'aggettivo contrastivo, associato ai docenti. L'aggettivo, guarda caso, è balzato fuori da una slide di un corso della Associazione Nazionale dei Presidi. Il contesto era: "mano libera nei confronti dei docenti contrastivi". Uno dei nuovi poteri dei presidi garantiti dalla riforma.
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La scuola capovolta
Il rischio è quello di una scuola che, nel tentativo disperato di inseguire la società, smarrisce quello che è il suo compito: educare al pensiero rigoroso, all'approfondimento dei problemi, all'analisi attenta, alla concentrazione, che è una questione esistenziale e non solo metodologica. Intelligenza è guardare dentro. Se si resta alla superficie, si educa alla stupidità.
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Razzismo: cosa può fare la scuola
La tragedia di Fermo è una tragedia annunciata. Da anni stiamo assistendo ad una sistematica azione di imbarbarimento della vita pubblica da parte di politici, giornalisti, opinionisti, che ha reso pubblicamente tollerabile ciò che altrove susciterebbe scandalo: il dileggio pubblico, il discorso di odio, la violenza verbale verso il diverso; una violenza che è inevitabilmente premessa alla violenza fisica. Da insegnante, mi chiedo cosa può fare la scuola. Provo a dare qualche risposta, con la consapevolezza che non esistono soluzioni semplici, perché la scuola stessa - e questo fa parte del processo di imbarbarimento cui ho accennato - è sempre più indebolita, depotenziata, delegittimata, ridotta a logiche di mercato che nulla hanno a che vedere con l'educazione e la formazione critica dei cittadini.
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Perché dico no al bonus per i docenti
I Decreti Delegati del '74 hanno portato nella scuola italiana una logica importantissima: quella della collegialità. La logica della collaborazione, del confronto, della gestione comune della scuola. Quello che sta accadendo oggi è lo smantellamento di questa logica democratica. Il collegio dei docenti, organo di gestione democratica e condivisa della scuola, viene sempre più svuotato e privato di poteri, che vanno invece al preside; ed i docenti vengono messi l'uno contro l'altro, divisi in bravi e meno bravi, in docenti da premiare e docenti da umiliare pubblicamente.
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La cultura della repressione
Questa mattina le forze dell’ordine hanno fatto irruzione nella mia classe quinta, mentre stavamo parlando di Martin Heidegger. Irruzione è un termine forte, ma esatto in questo caso: nessuno ha bussato e chiesto il permesso. Hanno svolto un controllo antidroga facendo passare tra i banchi un pastore tedesco, poi sono andati via. A mani vuote, come si dice. Non è la prima volta che succede, naturalmente, anche se è la prima volta che succede a me.
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L'insegnante come intellettuale trasformativo
Si vuole smantellare la scuola pubblica perché essa forma il pensiero critico, si dice. Ma in che modo, esattamente, si educa al pensiero critico nella scuola italiana? Con quali metodi? L'impressione è che per i più il pensiero critico sia una cosa che scaturisce magicamente dal contatto con alcune discipline, segnatamente quelle umanistiche. Si studia il greco, si studia la filosofia, e si sviluppa il pensiero critico. Una sciocchezza, naturalmente. Si sviluppa il pensiero critico dialogando, argomentando, appassionandosi, confrontandosi con gli altri, sporgendosi sulla scena pubblica: tutte cose che appaiono improbabili nella scuola cattedra-banco-lezione.
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Ascoltare e parlare: per una scuola dialogica
La scuola sinagogica è quel luogo in cui più persone, insieme, attraverso il dialogo, confrontandosi con i saperi, possono esplorare insieme le possibilità individuali e collettive. La lezione, portata da polo della frontalità a quello della dialogicità, può essere uno strumento di questa scuola sinagogica. Non l'unico né il primo, ma nemmeno l'ultimo.
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I rischi dell'homeschooling
Ci sono molte buone ragioni per criticare la scuola pubblica, ma è lecito dubitare che l'homeschooling sia la soluzione. Provo a spiegare per quali ragioni.
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Adeste, fideles!
"Adeste fideles" è il canto natalizio che i genitori avrebbero voluto insegnare agli studenti nella scuola di Rozzano. _Adeste fideles læti triumphantes_: venite fedeli, lieti e trionfanti. Le parole, oggi, hanno un suono sinistro. No, fedeli, mi dispiace. Credete in quello che vi pare, celebrate il vostro Natale, il vostro Ramadan, il vostro Vesak, massacrate gli agnelli a Pasqua in onore del vostro Dio, mettetevi il velo se vi piace o rapatevi la testa, fate il pellegrinaggio alla Mecca o alla santa casa di Loreto: ma lasciate in pace la scuola pubblica.
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Risposte sulla scuola
Una replica alle obiezioni di Andrea Gilardoni al mio articolo "La crisi culturale della scuola italiana".
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La crisi culturale della scuola italiana
La qualità di un sistema scolastico è data da quattro cose: qualità della cultura, qualità delle relazioni umane, qualità dell'apertura alla società, qualità strutturale. Un sistema scolastico che funziona è un sistema nel quale la cultura è viva, piena di senso, tale da appassionare, le relazioni umane sono reciprocamente arricchenti e prive di violenza e di ipocrisia, le scuole non sono chiuse in sé ma partecipano alla vita sociale, alla quale offrono un loro contributo, e le strutture sono tali da rispecchiare l'importanza del lavoro che si svolge in esse. In questo articolo vorrei soffermarmi sul primo punto: la qualità della cultura nella scuola italiana.
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Ma insomma, cos'ha questo Comenio che non va?
Un dialogo su Comenio e i suoi limiti.
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Comenio e la religione della scuola
Come nasce la scuola moderna.
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Cogestione!
Quella che termina oggi è stata, per la mia scuola, la settimana della cogestione.
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Educazione?
La scuola e i mali della società.