Tag: scuola
Tutti gli articoli con il tag "scuola".
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Noi docenti non ci lasciamo intimidire
Bisogna esprimere la più assoluta solidarietà alla docente di Palermo, ma bisogna soprattutto dire nel modo più forte e chiaro che no, non ci lasciamo intimidire da nessuno. Perché la nostra libertà è la libertà di tutti.
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Scuola: la laicità difficile
La scuola, laica e pluralista, è aperta a chiunque abbia qualcosa da dire, e dunque anche al vescovo, ma a condizione che lo dica in un contesto di confronto.
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Le radici culturali dell'abbandono scolastico
Ma la scuola ha la cultura? No. La scuola ha _una_ cultura. I programmi scolastici, o per meglio dire le programmazioni dei singoli docenti, offrono agli studenti una fetta di cultura, dalla quale restano escluse molte cose.
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Perché non sono patriottico: lettera a una studentessa
Cara \*, qualche giorno fa mi hai fatto osservare, con tono di rimprovero, che non sono patriottico. Una osservazione che mi ha spiazzato un po': come docente credo di dover essere preparato, di dovermi aggiornare, di dover fare il possibile per insegnare bene, cose così. Non mi sono mai posto il problema se un docente debba anche essere patriottico.
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La scuola e il vuoto
Più che di soldi, insomma, bisognerebbe discutere di che tipo di scuola vogliamo, di quale tipo di didattica e di educazione, e ovviamente (perché sempre di questo si tratta, quando parliamo di scuola) di quale società vogliamo. Ed è qui che appare evidente il vuoto di Bussetti.
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Cosa dovrebbe dire un ministro dell'istruzione (e cosa non dirà )
Mi chiedo che succederebbe se un ministro dell'Interno cominciasse il suo mandato dicendo che occorre che i poliziotti la finiscano di fare i poliziotti come hanno sempre fatto, che si diano una mossa e imparino un po' come si fa il loro mestiere, magari grazie a qualche nuova tecnologia. Mi chiedo che succederebbe se lo dicesse ai medici un ministro della Salute. E' normale invece che lo dica un ministro dell'Istruzione.
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Una Alternativa nella Scuola Pubblica
Un libro che nasce da un lungo confronto con docenti, studenti, genitori, persone che si occupano a vario titolo di educazione, e che vorrebbe essere, con le sue tesi, il testo di riferimento di un movimento di cambiamento dal basso della scuola.
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Dare senso all'Alternanza Scuola-Lavoro
L'Alternanza Scuola Lavoro è una strategia chiave nel piano del Ministero per fare della scuola italiana, già ampiamente aziendalizzata, lo strumento per la formazione delle giovani generazioni ai valori del neoliberismo ed abituarle fin da subito al lavoro precario e sottopagato. Essa, peraltro, toglie tempo prezioso allo studio serio, sostituito con attività prive di qualsiasi valore formativo, come fare le fotocopie o consegnare panini al McDonald's. E' questo, in sintesi, la critica corrente all'Alternanza Scuola Lavoro. Non voglio, qui, replicare a questa interpretazione, che ha qualcosa di vero, ma anche molto di falso. Mi interessa mostrare piuttosto in che modo l'Alternanza Scuola Lavoro, comunque la si consideri, possa diventare una pratica estremamente formativa per i nostri studenti.
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In piedi quando entra il docente?
Se fosse vero che, come dice il "Corriere della Sera", "la maggioranza dei professori è d'accordo", sarebbe davvero preoccupante. Ma è già abbastanza preoccupante che a quasi centocinquant'anni dalla nascita di Maria Montessori, e nel suo paese (che tuttavia non l'ha mai amata troppo), si discuta di questo. Il tema è: alzarsi in piedi all'ingresso dei docenti.
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Mia nonna e CasaPound
Che ne siano consapevoli o meno, quelli che vedono un nemico nel richiedente asilo, quelli che protestano per l’accoglienza di chi fugge dalla morte, quelli che calunniano i migranti diffondendo notizie false, quelli che istigano gli studenti affinché si rifiutino anche solo di confrontarsi con un migrante non sono che l’espressione più pura della logica egoistica, escludente ed omicida di quel capitalismo che dicono di voler combattere, ma nel quale sono immersi fino al collo.
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Donnarumma e la religione della scuola
Fino a qualche giorno fa per me Donnarumma era il personaggio di un dimenticato romanzo di Ottiero Ottieri del 1959. So ora che esiste un altro Donnarumma - per la stragrande maggioranza l'unico Donnarumma - che fa il portiere del Milan. Di lui parlano i giornali perché ha rinunciato a sostenere gli esami di Stato in un istituto paritario per andare ad Ibiza. Scelta che Gramellini ha ieri seriamente bacchettato sulla sua rubrica sul "Corriere della Sera". Perché indignarsi se un giovane calciatore già milionario rinuncia alla scuola, dice Gramellini, in un paese in cui la scuola è considerata null'altro che uno strumento per trovare lavoro?
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Combattere la violenza educativa, non solo quando si tratta di velo
E' un'ottima cosa se si combatte e si rifiuta ogni forma di violenza educativa. Si sia conseguenti, però: discutiamo di violenza educativa; condanniamo lo schiaffo "educativo"; condanniamo tutte le forme di violenza su bambini ed adolescenti; interroghiamoci sulla legittimità di tutte le forme di costrizione che esercitiamo su di loro. Mettiamo al centro della discussione pubblica tutte le forme di violenza che esercitiamo in nome dell'educazione. Se non lo facciamo - se non ci interroghiamo sulla violenza nostra, insieme alla violenza dell'altro - la nostra è penosa, pericolosa ipocrisia.
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Intervista a Vice
A proposito dei controlli antidroga a scuola.
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Conviene davvero delegittimare gli insegnanti?
L'educazione è sempre stata una impresa di tutta la comunità . Se diventa affare della famiglia, se il ruolo educativo della comunità viene sminuito, può accadere di smarrire il vincolo sociale stesso, e di trovarci di fronte ad una pseudo-società che non è che l'aggregato di famiglie autoreferenziali, monadi sociali senza porte né finestre, che si guardano l'un l'altra con sospetto. E' una dinamica sociale che ha già qualche anno e di cui sono avvertibili i primi effetti.
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Breve storia della Cucina di Stato
Pare che tutto sia cominciato con le riflessioni di Comistocle, gran filosofo di corte ai tempi del re Pekkar, della settima dinastia. Riflettendo sulla natura umana, Comistocle era giunto alla conclusione che per diventare pienamente uomini e donne, in buona salute e felici, è indispensabile mangiare bene. Aveva osservato non pochi bambini che, per colpa di una alimentazione errata, avevano sviluppato diverse deformità , mancanze intellettive, turbe caratteriali. Consultandosi con i medici di corte, era giunto ad elaborare la dieta perfetta o quasi, quella che avrebbe consentito a chiunque di sviluppare il proprio corpo e la propria mente nel modo migliore...