Avevo buttato giù anni fa un tridecalogo. C’era troppa roba: per il 2026 basta un decalogo. Ma credo che basterebbe il punto 1.
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Non odiare nessuno. Combatti l’odio con la riflessione: dietro ogni azione tale da suscitare odio c’è ignoranza e inconsapevolezza.
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Non coltivare la rabbia, il rancore, l’irritazione ed altri stati negativi. Considera te stesso e la tua mente come un giardino di cui prenderti cura. Quando uno stato negativo si presenta, prendine coscienza, identificalo, distanzialo da te (“provo rabbia”), analizzalo (“la mia rabbia viene da…”) e quindi deponilo al di fuori del giardino (“non permetterò alla mia rabbia di rendermi peggiore”).
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Non alimentare il narcisismo. Considera che presto sarai morto e nessuno saprà nulla di te.
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Se non puoi amare gli altri, almeno sii gentile con loro. Se non puoi amare te stesso, almeno sii gentile con te stesso.
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Cura il corpo: non mangiare troppo, cammina più che puoi.
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Evita la chiacchiera. Coltiva il silenzio.
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Siediti accanto alla tua morte. Smetti di fuggire ciò che ti costituisce.
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Non guardare indietro né avanti. Stabilisciti qui ed ora. Ovunque tu sia, è casa.
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Non guardare nessuno dall’alto in basso, non guardare nessuno dal basso in alto.
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Coltiva l’ironia. È libertà dal mondo.