La buona condotta scolastica

Questa è la griglia di valutazione della condotta (o comportamento) di un liceo, uguale a quella di tanti altri licei. La studentessa che prenderà dieci avrà avuto un comportamento rispettoso delle persone, collaborativo e costruttivo; si sarà attenuta in modo scrupoloso al Regolamento d’Istituto e avrà frequentato sempre; e mai un ritardo.

Manca, in questa griglia, una cosa che ci serve come il pane: la capacità critica e la visione istituzionale. La studentessa avrà un atteggiamento collaborativo e costruttivo durante le attività didattiche: non romperà le scatole e farà quello che le si chiede. E la scatola istituzionale è fuori discussione. Così come il regolamento. Se l’istituzione è perfetta, evidentemente non si può prendere in considerazione la posisbilità che una critica o un atteggiamento trasformativo verso l’istituzione possano essere segni di una qualche maturità. Andranno penalizzati con un cattivo voto di condotta — magari dopo aver messo qualche nota.

È una griglia che misura, e premia, una sola cosa: la capacità di adattarsi al contesto istituzionale. Per avere dieci la nostra studentessa non deve aver preso nessuna nota. E questo vuol dire considerare la nota non come un dispositivo educativo — che aiuta a cambiare — ma come una punizione indelebile. La studentessa potrebbe essere cambiata radicalmente: resterebbe segnata da quella nota.

C’è poi la relazione. Qualsiasi relazione vera, autentica, viva, è fatta di scontri. Lo è anche — anzi: soprattutto — la relazione con la persone che amiamo. Non conosco nessuna coppia che non passi attraverso il litigio, l’incomprensione, la ferita: da ricomporre, poi, certo. Qui invece si premia una relazione priva di qualsiasi attrito, coperta dal manto della collaborazione e della costruttività. Una relazione falsa, dunque. Una non relazione, come sempre avviene quando c’è di mezzo il dominio.

Fino a quando la condotta delle studentesse si valuterà in questo modo, il rischio di ritorno del fascismo sarà sempre reale. E nulla sarà più vergognoso del blaterare dei docenti sui tempi bui che stanno arrivando. Si assumano le loro responsabilità, piuttosto, chiedendosi per quale società stanno lavorando.


Antonio Vigilante

Antonio Vigilante

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