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Tutti gli articoli.
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Educazione Democratica è morta: viva Educazione Democratica
"Educazione Democratica" non c'è più. In seguito ad un disaccordo con il sottoscritto, direttore scientifico della rivista, le Edizioni del Rosone hanno deciso, in modo unilaterale e senza alcun preavviso, di andare in tribunale per chiudere la rivista.
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10 novembre, martedì
In prima pagina di "Repubblica" c'è il papa che dice: "La Chiesa non sia ossessionata dal potere". Bene, bello. Ma: se oggi Repubblica dedica la prima pagina a quello che dice il papa, è perché da duemila anni a questa parte la Chiesa è stata ossessionata dal potere.
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7 novembre, sabato
Nell'autobus.
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27 ottobre, martedì
Molti anni fa ero obiettore di coscienza in una casa famiglia. Una sera, sul tardi, ero in cucina, quando mi sentii chiamare dalla cameretta dai ragazzi.
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25 ottobre, domenica
Alla sinagoga di Pitigliano una signora è incredula: ma davvero il marito dovrà indossare quello strano cappellino per entrare? ma che cosa inaudita!
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Risposte sulla scuola
Una replica alle obiezioni di Andrea Gilardoni al mio articolo "La crisi culturale della scuola italiana".
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Ripartire dai Rom
Gli zingari sono la feccia della società, ha detto Buonanno. La feccia rappresenta lo scarto di una lavorazione, quel che resta di una trasformazione. In enologia, non è infrequente che la feccia venga chiamata “la mamma del vino”. Il cambiamento di cui abbiamo bisogno consiste nel riconoscere nella madre Rom che finisce in galera solo perché si è avvicinata a un bambino – anzi, solo perché un bambino le si è avvicinato – “la mamma della società“: quel residuo delle nostre logiche violente, discriminanti, omicide che occorre guardare in faccia e prendere per mano per cambiare la nostra società, prima che sia troppo tardi.
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La crisi culturale della scuola italiana
La qualità di un sistema scolastico è data da quattro cose: qualità della cultura, qualità delle relazioni umane, qualità dell'apertura alla società, qualità strutturale. Un sistema scolastico che funziona è un sistema nel quale la cultura è viva, piena di senso, tale da appassionare, le relazioni umane sono reciprocamente arricchenti e prive di violenza e di ipocrisia, le scuole non sono chiuse in sé ma partecipano alla vita sociale, alla quale offrono un loro contributo, e le strutture sono tali da rispecchiare l'importanza del lavoro che si svolge in esse. In questo articolo vorrei soffermarmi sul primo punto: la qualità della cultura nella scuola italiana.
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Giusti
I commenti al mio articolo "Soggetti pericolisi" sulla bacheca del segretario senese della Lega Nord.
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Una nuova scena di meraviglia e di amore
Nel 1739 il gesuita francese Guillaume-Hyacinthe Bougeant (1690-1743) pubblicò un "Amusement philosophique sur le langage des bêtes" che, com'è chiaro fin dal titolo, voleva essere null'altro che un divertissement, ma che finì per procurargli guai. Sosteneva, il gesuita, che gli animali non sono le macchine che pensava Cartesio; che con ogni evidenza sono dotati di sensibilità e di ragione, senza che tuttavia sia possibile riconoscere loro il possesso di un'anima, ché l'ortodossia non lo consente. Per salvare - così almeno credeva - l'ortodossia, se ne uscì con una tesi bizzarra: gli animali ospitano i dèmoni che ab origine si sono ribellati a Dio, in attesa dell'ultimo giudizio.
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Razzismo standard
Per Facebook un manifesto che inequivocabilmente incita all'odio contro i neri è non censurabile.
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Nous sommes Charlie Hebdo?
Lo Spirito Santo, il Figlio ed il Padre presi in una relazione non proprio spirituale. E' una delle vignette di Charlie Hebdo che hanno preso a circolare dopo il massacro di ieri. Suscitando sconcerto in non pochi cattolici che fino a poco prima erano pronti a dire "Je suis Charlie Hebdo", e che si sono ritrovati invece a reclamare la censura e ad affermare i limiti della libertà d'espressione.Perché sì, la satira è importante, e rivendichiamo tutti il libero pensiero come conquista dell'Occidente, ma il Figlio che prende lo Spirito Santo nel didietro...
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Virtualizzare l'esperienza
L'occhio cattura la scena e la manda alla propria memoria personale. L'occhio della fotocamera del cellulare cattura la scena e la manda a Facebook: ossia alla nostra nuova memoria collettiva. Si verificano così due cose. La prima è che la nostra esperienza viene virtualizzata. La seconda è che questa esperienza virtualizzata è immediatamente una esperienza sociale.
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3 gennaio, sabato
Normale: che qualcuno rivolga la parola ad un estraneo solo per usarlo; questo, nella nostra società, è normale. Rivolgere la parola ad un estraneo solo per parlare con lui, senza alcun altro fine, penso, sarebbe una cosa davvero rivoluzionaria. Chiedere della sciarpa, e dei figli, e di tutto quanto il resto, solo per conoscere, per stringere legami, per gettare ponti oltre le mura del nostro io.Ma, ecco, se lo facessimo, pure useremmo l'altro: ci servirebbe per fare la rivoluzione. E il mondo torna a sembrarmi un groviglio, mentre salto giù dall'autobus e mi avvio verso casa.
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Ancora, ancora, ancora
La morte non è solo la nostra fine - la fine della nostra misera persona. La morte è, per noi, la fine del mondo. Quando moriamo, si spegne per noi l'alba sulle colline, il sorriso di un bambino, la sorpresa di una presenza. La morte di ogni essere umano è la morte del mondo intero.