Tag: scuola
Tutti gli articoli con il tag "scuola".
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La Spagna, la filosofia e le chiacchiere
La riforma spagnola ha punti di grande interesse, come l’eliminazione dei voti numerici e il ripensamento dei meccanismi di recupero, ai fini di combattere la dispersione scolastica. Ma anche di questo sarebbe impossibile parlare, senza essere travolti dal solito disperante muro di fallacie logiche, disinformazione, catastrofismo, proprio di gente che dalla filosofia, se l'ha studiata, ha imparato poco: e certo non la serietà dell'argomentazione.
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La pedagogia dell'evitamento
Molti anni fa entrai in una sala molto affollata per seguire una conferenza sull’educazione. Una volta — stava dicendo il conferenziere — un bambino a scuola poteva essere definito turbolento; oggi lo stesso bambino sarebbe definito iperattivo....
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Scuola e lavoro: per un dialogo
Un confronto con Christian Raimo.
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La scuola difficile
Raccolgo in questo libro gli articoli sulla scuola che ho scritto nell’arco degli ultimi sei anni, prevalentemente su "Gli Stati Generali", nella speranza che il ragionamento sulla scuola che essi tentano, ricondotto ad una qualche unità in una raccolta, possa contribuire, sia pure in misura minima, alla riflessione sulla scuola che abbiamo e su quella che vorremmo o dovremmo creare.
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Valutare e valorizzare
Lo scorso anno l’ho chiuso come commissario interno all’esame di Stato. Una esperienza che è l’esatto contrario del primo giorno di scuola. Se questo ha la freschezza degli inizi e la fragranza della possibilità di cambiamento, l’esame di Stato ha la tristezza atroce del giudizio finale con i vincitori e in vinti; il momento nel quale l’istituzione celebra la sua istituzionale ottusità . Ho passato l’estate a cercare di riprendermi moralmente dagli esami. E a riflettere, ancora e ancora. In particolare, dopo aver passato giorni a chiudere esistenze e storie in un numeretto, a domandarmi cos’è valutare.
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Insegnare è una stronzata?
La scuola è diventata da tempo un sistema largamente basato sulla finzione. Nella visione ministeriale, le scuole sono aziende che mirano ad offrire un servizio di qualità agli utenti e che per questo attivano processi di costante auto-valutazione ai fini del miglioramento. Di fatto, le scuole sono sistemi che più che autovalutarsi si autogiustificano ed autoassolvono.
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La laicità c'entra
Poiché il tema è caldo, mi aspettavo non poche critiche al mio articolo sulla vaccinazione dei docenti uscito sul "Tirreno" di domenica. Ma non mi aspettavo che ad essere criticato sarebbe stato l’uso della parola laicità .
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L'eccellenza e le macerie
In occasione della consegna dei diplomi di licenza tre normaliste, Virginia Magnaghi, Valeria Spacciante e Virginia Grossi, hanno letto un testo che è una denuncia della deriva non solo della Normale di Pisa, ma dell’intero sistema universitario italiano.
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L'autorità scolastica
Autorità personale e autorità burocratica.
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E se la scuola neoliberista fosse quella tradizionale?
La scuola consegna al mondo del lavoro uno studente che per anni è stato abituato a lasciarsi osservare costantemente e a cedere alle richieste dell’ambiente per ottenere la gratificazione individuale del voto. E non si comprende per quale miracolo questo studente perfettamente scolarizzato dovrebbe diventare poi un lavoratore in grado di far valere i propri diritti e di rivendicare la propria dignità umana.
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La scuola che verrÃ
A proposito delle 95 tesi del collettivo studentesco torinese Rinascimento Studentesco per ripensare la scuola italiana post-pandemia.
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Solidarietà al maestro Giampiero Monaca
Il maestro Monaca è stato sospeso dall’insegnamento per un giorno. Ad accusarlo una foto pubblicata su un social network: bambini arrampicati sugli alberi!
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La solitudine della scuola
Una risposta a Paolo Fasce.
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Il tempo della scuola
Aprire le scuole a giugno, perché si è perso troppo tempo. Con questo proposito, che riprende una proposta diffusa da tempo dal gruppo Condorcet, Mario Draghi si presenta al mondo della scuola. Vorrei spiegare per quali ragioni questa proposta, che sembra nascere da una reale preoccupazione per il bene dei nostri studenti, rivela invece inconsapevolezza pedagogica e disprezzo per i docenti.
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La DaD e gli aguzzini dell'apprendimento
Valutare a distanza si può, se si abbandonano le modalità valutative usate in presenza. E oserei dire che si valuta anche meglio: perché vengono in primo piano capacità e competenze – prima fra tutte la creatività – che la didattica in presenza normalmente trascura.