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Tutti gli articoli.
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Davvero non sappiamo più educare?
Bisogna dunque, temo, rovesciare l'analisi. Il problema, sì, è che educhiamo poco. Confondiamo l'educazione con le regole e quindi veniamo meno alle nostre responsabilità educative - come se bastasse fare un po' il caporale per essere dei genitori o degli insegnanti. Dovremmo chiederci ogni giorno come aumentare il potere dei nostri figli e dei nostri studenti, ma non c'è nulla che ci spaventi di più.
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Perché non possiamo non dirci buddhisti
Quello che sappiamo del mondo entra in conflitto inconciliabile con il modo in cui per secoli siamo stati abituati a pensare noi stessi. Il risultato è che non sappiamo più abitare il mondo. Di qui l'importanza, anche per l'Occidente, del Dharma del Buddha.
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Risposta a Raffaele Ascheri
Sul suo blog Raffaele Ascheri ha replicato al mio articolo a proposito dell'occupazione del "Piccolomini". Tre quarti di quello che scrive sono un tentativo di mettermi in ridicolo. Piuttosto goffo, a dire il vero: dopo avermi etichettato come "un mix di Gandhi e Platone" - ho scritto due libri di critica di Gandhi e detesto Platone - accusa me di etichettare lui perché non so che, bontà sua, è "decisamente critico verso il Governo Netanyahu". E non manca di fare ironia sul mio cognome: una cosa di cui credevo - speravo - di essermi liberato con la fine della scuola elementare.
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Una lezione dagli studenti
Gli studenti del Liceo “Piccolomini” di Siena hanno occupato per qualche giorno la scuola, motivando la decisione con un comunicato lungo e articolato, nel quale parlano di Gaza, ma anche dell’Ucraina e del Sudan, oltre che del crescente clima di repressione nel nostro Paese. Per discutere di Gaza gli studenti hanno invitato a parlare Tomaso Montanari, di cui sono ben note le posizioni sul genocidio, e il meno noto Raffaele Ascheri, polemista e presidente della Biblioteca comunale degli Intronati, le cui posizioni pro Israele ho avuto modo di conoscere in occasione di un altro intervento al “Piccolomini”, durante un’Assemblea di Istituto.
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Il ragazzo di quindici anni e l'uomo che vorrebbe lapidarlo
Ero molto arrabbiato, da adolescente, con i politici democristiani e socialisti. Mi sembravano esseri umani miserabili e pensavo che l'Italia meritasse di meglio. Davo ragione a Pasolini e alla sua denuncia del nuovo fascismo della società del benessere. Ma oggi abbiamo qualcosa di peggio.
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I refusi di Valditara
Un documento che pretende di far rientrare la straordinaria ricchezza del mondo culturale cui oggi è possibile accedere perfino in un Paese provinciale come il nostro nel miserabile imbuto di quel nazionalismo idiota i cui frutti marci sono ben evidenti in Russia, negli Stati Uniti e in Israele, con il risultato di offrire alle nuove generazioni una grottesca caricatura della cultura. Il governo sta facendo politica – pessima politica – sulla pelle dei nostri figli, anche a costo di andare contro ogni evidenza pedagogica e psicologica. E questo va denunciato. Senza però smettere di sogghignare: perché riescono, questi meritevoli, ad essere così goffi da incarnare la caricatura di sé stessi.
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I cellulari e il gerontofascismo
Con una singolare parabola si è passati dall’esaltazione della giovinezza del fascismo all’efebofobia del populismo meloniano e salviniano. È la parabola di un Paese che è il più vecchio del mondo, insieme al Giappone e alla Germania. Non bisogna mai perdere di vista questo. Il populismo di Salvini e Meloni è un fascismo per vecchi. Può essere che sia perfino più pericoloso del fascismo del secolo scorso.
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Cosa ha detto Leone XIV a Isaac Herzog
O quello che avrebbe dovuto dire e non ha detto.
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Interiorismo
A Siviglia un'insegna che diceva...
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Essere l'Alhambra
Qualunque cosa accada, è possibile strutturare la nostra mente in modo che sia un'Alhambra?
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Siviglia
Siviglia è una città dialettica. La tesi è la serenità del Patio de las Doncellas e dei giardini dell’Alcazar - una serenità che cerca lo spazio chiuso, ordinato, in cui il pensiero e il corpo possano muoversi con passi lenti, pur senza dimenticare la vertigine del cosmo...
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La miseria del chiostro
Qualsiasi concezione religiosa o filosofica che esiga il chiostro, il monastero, la cerchia ristretta di amici o la setta filosofica si rivela, con ciò stesso, insufficiente.
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Una rete di confronto sulla scuola a Siena
La scuola dovrebbe essere un luogo che lavora per la giustizia sociale e la crescita di tutti/e, non un filtro selettivo che riproduce disuguaglianze. Per questo sentiamo l’urgenza di riflettere pubblicamente sulla scuola che vogliamo, sui valori che devono orientarla, sui legami tra scuola e città; che è anche un modo per ragionare sulla cittadinanza..
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Confucio, Carofiglio e l'ignoranza
A proposito di "Elogio dell’ignoranza e dell’errore" di Gianrico Carofiglio. E del nostro provincialismo.
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La scuola e la visione aziendale della vita
A proposito degli studenti che si sono rifiutati di sostenere l'orale agli Esami di Stato.