Skip to content
Odnikud

Tag: scuola

Tutti gli articoli con il tag "scuola".

  • Perché il divieto di burqa a scuola non è una buona cosa

    Le contraddizioni di una scuola che ha la pretesa di essere luogo di emancipazione ma esclude chi non è già emancipato.

  • Quello che mi premeva dire sulla scuola

    Non si può dire che Senza cattedra abbia avuto successo. Ed è una cosa cui sono abituato – ma la scuola, a differenza dell'etica buddhista, è un tema caldo, e un po' speravo che andasse diversamente. Come mai il libro è passato inosservato? Perché non è un buon libro, perché è scritto male, perché è noioso, perché è irritante. Non saprei. A me pare un buon libro, ma non sono il miglior giudice delle mie cose. Poiché ho scritto quel libro perché mi premeva dire alcuna cose, vorrei provare a dirle nel modo più semplice e sintetico possibile. Procederò per punti. Che appariranno inevitabilmente apodittici: chi vorrà sapere di più potrà leggersi il libro o, meglio, scrivermi.

  • La buona condotta scolastica

    Fino a quando la condotta delle studentesse si valuterà in questo modo, il rischio di ritorno del fascismo sarà sempre reale. E nulla sarà più vergognoso del blaterare dei docenti sui tempi bui che stanno arrivando. Si assumano le loro responsabilità, piuttosto, chiedendosi per quale società stanno lavorando.

  • Ancora sulle Indicazioni Nazionali

    La bufala della rimozione di Marx e Gramsci dalla bozza delle nuove Indicazioni Nazionali. Due miei articoli, su La Ricerca e su Micromega, riguardo una proposta di cambiamento dell'insegnamento della filosofia che merita una discussione seria. Su Insegnare analizzo invece l'inutile proposta riguardante le scienze umane.

  • La concezione sacerdotale dell'insegnamento

    "Dove andremo a finire di questo passo? A occhio e croce saranno circa cinquemila anni che esistono le scuole. A occhio e croce l'impostazione di base non è mai cambiata: una cattedra, dei banchi (in piano, ad anfiteatro), una lavagna. Dai Babilonesi ad oggi", scrive un docente indignato per il mio libro sulla scuola. Ragioniamo di questa visione della scuola.

  • Questa scuola voltiamola a ludoteca

    Leggo le prime reazioni a Senza cattedra. Molti like, molti cuoricini: e molte reazioni sdegnate - qualcuna anche offensiva. Era nel conto. Ne scriverò con calma. Intanto un appunto su una cosa non secondaria.

  • Scuola e hustle culture

    C'è qualcosa che sfugge nel dibattito sulla scuola - che a tratti assume i toni di una rissa tra maschi alfa - quando si accusa di neoliberismo qualunque didattica innovativa. Il neoliberismo ha un tratto caratteristico abbastanza preciso: chiede di dare il massimo anche in assenza di una motivazione intrinseca, solo per ottenere successo. È la logica dell'hustle, del performare indipendentemente dal senso di ciò che si fa. Ed è una logica che appartiene pienamente alla scuola tradizionale.

  • Un dialogo

    Su Dialoghi Mediterranei dialogo con Ivana Margarese sui temi di Senza cattedra. La scuola possibile.

  • Sulla pelle dei più fragili

    Negare l’educazione sessuo-affettiva in nome del “primato educativo della famiglia” rende tutti più soli. E a pagarne le conseguenze sono le stesse famiglie.

  • Una critica della critica della scuola neoliberale

    A proposito di "Contro la scuola neoliberale. Tecniche di resistenza per docenti" (a cura di Mimmo Cangiano, nottetempo, Milano 2026).

  • Senza cattedra

    E' uscito "Senza cattedra. La scuola possibile" (Loescher), il mio ultimo libro.

  • La verità scomoda sulla valutazione

    Ho sottoposto a diverse IA un passo della traduzione del "De Rerum Natura" di Milo De Angelis. La valutazione e ri-valutazione di Claude dice molto sui pregiudizi che sono dietro ogni nostra valutazione, e da cui a quanto pare nemmeno le IA sono esenti.

  • L'inclusione comportamentale a scuola

    Un vocale a margine di un mio articolo su "La ricerca" a proposito dell'errore comportamentale e della sua correzione a scuola.

  • Il neo-autoritarismo pedagogico, ieri e oggi

    Qualche giorno fa Ermes ha disseppellito nel mio studio un vecchio cd-rom blu. C'è dentro un bel po' di roba di vent'anni fa: appunti, foto, libri, discussioni. Un piccolo baule dal passato. Tra le cose riaffiorate, c'è questa recensione di un libro che ho dimenticato del tutto sia di aver letto che di aver recensito. Non ho la minima idea di dove sia uscita la recensione. Ma mi sembra interessante per individuare le prime radici di quella connivenza tra pessima pedagogia e pessima politica i cui frutti stiamo soffrendo oggi.

  • Davvero non sappiamo più educare?

    Bisogna dunque, temo, rovesciare l'analisi. Il problema, sì, è che educhiamo poco. Confondiamo l'educazione con le regole e quindi veniamo meno alle nostre responsabilità educative - come se bastasse fare un po' il caporale per essere dei genitori o degli insegnanti. Dovremmo chiederci ogni giorno come aumentare il potere dei nostri figli e dei nostri studenti, ma non c'è nulla che ci spaventi di più.