Tag: scuola
Tutti gli articoli con il tag "scuola".
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Quello che preoccupa
Il fatto che stia facendo venir fuori l’autoritarismo di tanti colleghi dimostra che il gesto di quello studente che ha rifiutato di sostenere l’orale degli esami di Stato era necessario. C’è chi propone a Valditara di intervenire urgentemente non per riformare un esame che è evidentemente una farsa e una mancanza di rispetto verso gli studenti, ma per impedire che chi si rifiuta di sostenere l’orale sia promosso agli esami di Stato. Sospetto che verrà fuori anche la proposta di denunciarlo per vilipendio della Sacra Istituzione....
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L'educazione affettiva
Uno degli errori più gravi che facciamo, in campo educativo, è quello di pensare l’educazione secondo il modello verticale: l’adulto educa il bambino e poi l’adolescente. Funziona così solo in parte. I bambini imparano dagli adulti, ma imparano anche dagli altri bambini. E man mano che crescono, il loro riferimento diventa sempre più il cosiddetto gruppo dei pari. Dalla pradolescenza in poi, in campi cruciali – abbigliamento, identità , stile di vita, modo di vivere gli affetti e la sessualità – gli adulti diventano poco significativi, mentre decisivo è il rapporto con i pari...
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L'educazione popolare
Vediamo dunque come opera l’educazione popolare. Non ha, intanto, gli spazi della scuola. Può anche farli propri, ma trasformandoli in modo decisivo. Barbiana, di cui ci occuperemo nel prossimo capitolo, ha una sala per lo studio, con tutt’intorno una piccola biblioteca, ma ha anche – cosa inaudita per la scuola – un’officina e una piscina...
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Controindicazioni Nazionali
Le oscene nuove Indicazioni Nazionali stanno suscitando uno sdegno unanime da parte di chi ha a cuore la scuola democratica, ossia la scuola tout court...
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I nomi degli altri
Dopo aver insultato gli autori delle attuali Indicazioni Nazionali, Ernesto Galli della Loggia riesce a ricorrere al più classico vittimismo quale risposta alle dure, e giustificatissime, critiche fatte al lavoro svolto da lui ed altri per le nuove Indicazioni Nazionali...
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Ancora sulle Indicazioni Nazionali
Lo scorso 20 marzo ho partecipato, invitato da Simone Giusti, al seminario "La deriva della tracotanza", sulle nuove Indicazioni Nazionali, nell'ambito del Seminario permanente di Didattica della letteratura italiana dell'Università di Siena. Ho fatto in quell'occasione un'analisi degli aspetti prettamente pedagogici del documento...
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Condannarsi a essere senza storia
Pur essendo preparati al peggio, non si può fare a meno di deprimersi leggendo, nei Materiali per il dibattito pubblico sulle Nuove Indicazioni per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo di istruzione che il governo ha diffuso, l’affermazione che "Solo l‘Occidente conosce la Storia" con la quale si apre la sezione dedicata, appunto, all’insegnamento della storia...
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La scuola dell'incompetenza
C'è un meccanismo collaudato – per quanto possa essere collaudata una macchina sgangherata – che riguarda il discorso di destra sulla scuola. Data la premessa che la scuola in un dato momento è stata distrutta – mentre era buona la scuola di un tempo – si individua l’origine del degrado attuale in qualche idea o pratica pedagogica progressista che in realtà ha inciso poco o nulla sulla struttura di una istituzione che procede decennio dopo decennio, incrollabile come uno schiacciasassi, dietro l’insegna del "Si è sempre fatto così"...
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Scuola, educazione e fatica
Un amico mi ha scritto una lunga mail critica a proposito della mia recensione del libro di Philippe Meirieu. Gli ho risposto con una mail ugualmente lunga che mi appunto qui._
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Perché sarebbe cosa buona introdurre l'agricoltura a scuola
Vorrei provare ora a spiegare, senza speranza di un successo migliore, perché ritengo che sarebbe cosa buona e giusta, oltre che urgente, introdurre lo studio e la pratica dell’agricoltura nella scuola dell’obbligo...
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Abbiamo davvero bisogno dei professori?
Ma Meirieu scrive oggi come se Foucault e Bourdieu non fossero mai esistiti. Sembra che non lo sfiori il sospetto che la scuola abbia dei limiti non solo strutturali, ma anche culturali...
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Il mercato delle abilitazioni all’insegnamento
La legge 29 giugno 2022, n. 79, seguita dal decreto attuativo (DPCM 4 agosto 2023), ha ridisegnato il percorso per diventare docenti. Per conseguire l’abilitazione all’insegnamento, che permetterà poi di partecipare al concorso, è necessario seguire un percorso abilitante di almeno 60 CFU (il CFU, Credito Formativo Universitario, indica un carico di lavoro per lo studente quantificabile in termini di ore), comprendente insegnamenti disciplinari e pedagogico-didattici, un tirocinio diretto nelle scuole e un tirocinio indiretto sotto la guida di un tutor coordinatore universitario. È un percorso che ha luci ed ombre, sul quale sarà il caso di tornare. Ma bisogna intanto denunciarne un aspetto inaccettabile...
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I social network e la scuola
Sorprende non poco leggere la petizione lanciata da Daniele Novara, uno dei più influenti pedagogisti italiani, e dal Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti da lui fondato, per chiedere che si vieti fino ai quattordici anni l’uso di uno smartphone personale e fino ai sedici la possibilità di creare un profilo sui social network; e non meno sorprende trovare tra i firmatari persone stimabili, come Federica Lucchesini o Anna Oliverio Ferraris. Poiché si tratta di una petizione promossa e firmata da pedagogisti (anche se non mancano personalità del mondo dello spettacolo, che evidentemente hanno poca competenza sul tema, ma sono mediaticamente più efficaci di qualunque pedagogista), non si può fare a meno di notare due cose...
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Scuola e violenza culturale
La scuola, in quanto istituzione culturale, non è immune dalla violenza culturale. Il lavoro scolastico di analisi della violenza dovrà partire dunque dalla scuola stessa. Quanta violenza c’è nella tradizione scolastica e nel suo modo di pensare la trasmissione culturale, i ruoli, l’autorità e la disciplina? Cosa c’è dietro la disposizione dei banchi e della cattedra? Perché quel setting e non un altro? Cosa c’è dietro la distinzione del sapere in discipline? Quale percorso storico ha portato all’attuale retorica del liceo Classico, del sapere filologico che forma al pensiero critico, del valore superiore del sapere umanistico eccetera?...
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La Progettazione didattica condivisa: valutazione finale
La sperimentazione della Progettazione didattica condivisa, proposta nell’anno scolastico 2023-2024 alla classe 4A del Liceo Piccolomini di Siena, sezione Liceo delle Scienze Umane, prevedeva una valutazione intermedia, alla fine del primo quadrimestre, per decidere se proseguire con la sperimentazione o tornare alla prassi tradizionale, e una valutazione finale. In questo documento presento l’esito delle due valutazioni e alcune considerazioni finali sulla sperimentazione...