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Tutti gli articoli.
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Un (quasi) confronto con Ascanio Celestini
Sul suo profilo Facebook Ascanio Celestini promuove la campagna "Un'altra difesa è possibile!", di cui è testimonial. Insieme a persone stimabilissime, come Mauro Biani e Giulia Innocenzi, persone dal mio punto di vista meno stimabili, e persone la cui posizione sulla guerra in Ucraina è per me inaccettabile, per non dir peggio, come Carlo Rovelli o Donatella Di Cesare. Salvo qui uno scambio, che purtroppo non si può propriamente chiamare confronto. Ci sarà il tempo per ragionarvi su.
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La buona condotta scolastica
Fino a quando la condotta delle studentesse si valuterà in questo modo, il rischio di ritorno del fascismo sarà sempre reale. E nulla sarà più vergognoso del blaterare dei docenti sui tempi bui che stanno arrivando. Si assumano le loro responsabilità , piuttosto, chiedendosi per quale società stanno lavorando.
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Luisa Muraro e la violenza
Una (ri)lettura di Dio è violent di Luisa Muraro (Nottetempo, 2012): contro la mistica della violenza che trascende il soggetto, una difesa della nonviolenza responsabile tra Benjamin, Gandhi e Capitini.
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Margini della "Magnifica humanitas"
Una lettura critica dei margini (e delle assenze) della lettera enciclica Magnifica humanitas di Leone XIV.
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Erri De Luca non esiste
Non c'è nulla di male a essere sionisti. E non c'è alcun genocidio a Gaza. È, in estrema sintesi, quello che ha detto Erri De Luca in una intervista al quotidiano israeliano Israel Hayom, rilasciata a Roma prima della sua partecipazione all'International Writers Festival a Mishkenot Sha'ananim, a Gerusalemme. Un gesto naturalmente politico: "un atto di allineamento morale contro i venti prevalenti" (an act of moral alignment against the prevailing winds), ha scritto l'intervistatore, Omer Lachmanovitch. Si può discutere che sia controcorrente, ma soprattutto che sia morale. Ma vediamo intanto con chi sta parlando, De Luca.
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Ancora sulle Indicazioni Nazionali
La bufala della rimozione di Marx e Gramsci dalla bozza delle nuove Indicazioni Nazionali. Due miei articoli, su La Ricerca e su Micromega, riguardo una proposta di cambiamento dell'insegnamento della filosofia che merita una discussione seria. Su Insegnare analizzo invece l'inutile proposta riguardante le scienze umane.
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Il momento della responsabilitÃ
"Un'indagine che non avremmo mai voluto fare perché non avremmo mai voluto scoprire una realtà del genere", ha dichiarato Fausto Camisa, dirigente della Digos senese. La realtà scoperta è un gruppo eversivo fascista e neonazista composto da tredici minori senesi, di estrazione borghese e studenti della stessa scuola. Minori ai quali è stato sequestrato un fucile e che, è emerso, si scambiavano anche materiale pedopornografico. La sindaca di Siena ha commentato la notizia sul suo profilo Facebook, scrivendo che quanto emerso "è grave e merita attenzione, prudenza e senso di responsabilità ". Il suo post, dopo i ringraziamenti alle forze dell'ordine e gli inquirenti per il lavoro svolto, continua così...
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Textus
Un manuale di didattica digitale della filosofia con licenza libera.
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Il concetto di Dio dopo Gaza
Il genocidio di Gaza è per noi uno choc terribile. Ci mostra l'entità , la profondità , il carattere terribile della nostra illusione. Ci mostra che è sempre possibile che molte persone vengano eliminate, che migliaia di bambini vengano ridotti ad ammassi di carne senza più alcun connotato umano, e che tutto questo sia accettabile, possa accadere sotto gli occhi di tutti senza una vera rivolta morale. Ieri si chiedeva: dov'era Dio ad Auschwitz? Oggi ci chiediamo: dov'è Dio, a Gaza? E la risposta è: alle spalle del carnefice. Il genocidio dei palestinesi è il risultato del fondamentalismo religioso ebraico. È stato compiuto in nome di Dio. E non di un Dio inventato dai fanatici: lo stesso Dio della Bibbia. Lo stesso Dio che in passato è stato dietro altri carnefici: jene Kraft, die stets das Gute will und stets das Böse schafft.
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Danilo Dolci, ancora
L'ultima uscita della collana Ianus. Educazione e trasformazione sociale è un libro dedicato a Danilo Dolci. Curato da me, Daniel Buraschi e Vincenzo Schirripa e ad accesso aperto.
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La concezione sacerdotale dell'insegnamento
"Dove andremo a finire di questo passo? A occhio e croce saranno circa cinquemila anni che esistono le scuole. A occhio e croce l'impostazione di base non è mai cambiata: una cattedra, dei banchi (in piano, ad anfiteatro), una lavagna. Dai Babilonesi ad oggi", scrive un docente indignato per il mio libro sulla scuola. Ragioniamo di questa visione della scuola.
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Questa parvenza di religione
Oggi, nel 1945, i nazisti impiccavano Dietrich Bonhoeffer. Che ha insegnato ai cristiani come avere fede in modo adulto - come evitare di fare di Dio un Tappabuchi. Sui social viene impiccato mille volte al giorno, il povero Bonhoeffer. La fede cristiana ha imboccato, con i social, la direzione diametralmente opposta. È diventata infantile. "Se metti amen in giornata riceverai una buona notizia". "Gesù sta piangendo, lasciagli una rosa". Cose così. E centinaia di amen, centinaia di rose. Centinaia di bestemmie. "Questa parvenza di vita ha reso antiquato il suicidio", cantava Battiato su testo di Sgalambro. Viene da parafrasare: questa parvenza di religione ha reso antiquato l'ateismo.
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Suhrawardi e la conoscenza di sé
Possiamo davvero conoscere noi stessi? Quando conosciamo noi stessi, lo facciamo direttamente o attraverso altro? È la domanda che Aristotele pone in sogno – ma forse era una visione – a Suhrawardi. Ed è una domanda che vale la pena di porsi.
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Questa scuola voltiamola a ludoteca
Leggo le prime reazioni a Senza cattedra. Molti like, molti cuoricini: e molte reazioni sdegnate - qualcuna anche offensiva. Era nel conto. Ne scriverò con calma. Intanto un appunto su una cosa non secondaria.
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Il comunismo della porta accanto (e il nostro)
Esiste ormai una letteratura piuttosto ampia sui crimini compiuti dal comunismo in Albania. Tra gli altri, meritano di essere letti senz'altro "Libera" di Lea Ypi (Feltrinelli) e "Le favole del comunismo" di Anita Likmeta (Marsilio). Ma ora abbiamo anche l'edizione italiana di "Fango più dolce del miele" di Margo Rejmer (Keller). L'autrice, polacca, non è una storica, ma una reporter, e lo si avverte: il libro è asciutto, essenziale e potente come un reportage da un Paese in guerra. Rejmer convoca dei testimoni, ma scegliendoli tra coloro che più hanno sofferto la violenza del regime. Non necessariamente i dissidenti e gli anticomunisti.